Biografia

Simone Cristicchi nasce a Roma nel 1977. Con lui cresce il suo cespuglio di capelli sotto il quale maturano parallelamente la passione per il disegno e il fumetto ( E’ stato allievo del grande Jacovitti ), e un amore autentico per la canzone d’autore e non solo italiana: infatti oltre a Rino Gaetano, Franco Battiato, Ivano Fossati, Giorgio Gaber, Lucio Battisti, Sergio Endrigo, Paolo Conte, Fabrizio De Andreí, Vinicio Capossela, l’adolescente Simone ascolta Chico Buarque, Caetano Veloso, Nick Drake, Jeff Buckley e Syd Barrett, inquieta anima dei primi Pink Floyd. (Ph. Ambra Vernuccio).

Nel 1998, a 21 anni, il nome di Simone Cristicchi inizia a circolare tra gli addetti ai lavori e nell’estate incontra il suo produttore Francesco Migliacci.

Nel settembre del 2003 vince a Crotone il Cilindro di Argento, premio per cantautori emergenti nell’ambito del Festival “Una casa per Rino” dedicato a Rino Gaetano nella sua città natale. Da qui inizia, al seguito dei CiaoRino, ottima cover band romana del cantautore del “nonsense”, una intensa attività live destinata a continuare con Max Gazzè, Niccolò Fabi, Marlene Kuntz, artisti dei quali apre  i rispettivi concerti.

Il 2005 è l’ anno dell’affermazione: in gennaio la firma del contratto discografico con Sony Bmg; ad aprile l’uscita del fortunatissimo singolo “Vorrei cantare come Biagio”, curiosa canzone, ironico e raffinato j’accuse ai meccanismi dell’industria discografica. La canzone arriva rapidamente nelle zone alte della classifica radiofonica e di vendita dei singoli: si aprono le porte del Festivalbar, e dopo quattro esibizioni arriva la serata finale del 14 settembre all’Arena di Verona.

Nel corso del 2005 arriva  una vera e propria pioggia di premi e riconoscimenti: vince il Premio Musicultura ( già Premio Recanati ) e anche la Targa della critica con il brano “Studentessa universitaria” che verrà inserito nell’album di debutto; è tra i vincitori del Premio Giorgio Gaber nell’ambito del Festival del Teatro Canzone di Viareggio. Vince ancora il Premio Carosone come migliore canzone ironica; si rivela “artista dell’anno” nel Festival “Dallo Sciamano allo Showman” ( Premio Renzo Bigi Barbieri); vince, nell’ordine, il Premio Nielsen, il Premio Charlot ( migliore canzone comica), il Premio Mei (Artista rivelazione ), il Premio Internazionale delle Arti Leone d’Argento di San Marco, il Premio della critica di Musica e Dischi, il Premio Lunezia.

Il 23 settembre, preceduto dal secondo singolo “Studentessa universitaria”, momenti di vita e solitudine di una “fuori sede” descritti con grande sensibilità,  esce il  primo album “Fabbricante di canzoni”. Simone ha finalmente modo di rivelare, in una generosa manciata di canzoni di immediata comunicazione, le sue due anime: quella già nota, irriverente, ironica, e quella intima, poetica, osservatrice dei sentimenti, diretta erede della sua formazione legata alla grande canzone d’autore. Una appartenenza che nel disco si dichiara a livelli altissimi nel duetto con Sergio Endrigo “Questo è amore”, una emozione pura firmata dal grande artista istriano che purtroppo scompare prima di potersi  riascoltare nel disco di questo giovane intelligente che ha la rara qualità di essere autenticamente trasversale in senso  generazionale. Nel disco compare anche, nella ghost track, il suo alter ego Rufus, creatura orribile che si impossessa del Cristicchi “buono” e romantico per rivelarsi in tutto il suo cinismo e malvagità. Il personaggio talvolta irrompe, non atteso, negli spettacoli di Simone: un Mr.Hide comico, fantasma di un palcoscenico che Simone domina a meraviglia.

“Fabbricante di canzoni” riceve critiche lusinghiere in Italia e all’estero, tra cui una in particolare, quella del settimanale americano “Stylus Magazine” che, selezionato il disco come “album of the week” ( non accadeva dal 2003 per un disco italiano), cosÏ si esprime attraverso la recensione del critico Edward Oculicz: ìMentre la maggior parte degli artisti ha bisogno di guest-DJ, di un guest-rapper o di una sezione di archi per diversificare la musica ed introdurre un elemento di novità, Simone Cristicchi sembra creare entrambe queste cose praticamente dal nulla, attingendo dal folk, dal rap, dallo swing, dalle radio fm, dalle radio pop ed anche da ballate non sdolcinate e con leggero e spensierato abbandono, per realizzare uno dei pi˘ originali ed affascinanti album di debutto di cui si ha memoria recente. E realizza tutto ciÚ essenzialmente con una chitarra ed una fisarmonica, sintomo questo di inventiva, se non di genialità. Il pop mediocre di tutto il mondo trova facile successo nelle classifiche italiane. Se ci fosse giustizia, questo sublime ed originale pop trascenderebbe la lingua e scalerebbe le classifiche di tutto il mondo. Se così non sarà, sarà un vero peccato. Simone Cristicchi è un talento sorprendente il cui cammino artistico sarà interessante e divertente tenere sott’occhio se la consistente qualità di “Fabbricante di canzoni” avrà un qualche seguito”.

Al di là dei Festivalbar, delle suonerie scaricate a centinaia di migliaia e dei premi, parallelamente cresce la  fama del Simone Cristicchi comunicatore, che lo porta a un mini  tour in varie Università Italiane (Catania, Arezzo, Bologna, Perugia) iniziando da Roma dove è invitato dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza.

Il 2006 si apre nel segno di un maestro incontrato e perso troppo presto: Sergio Endrigo. Quel maestro che Simone si è già trovato ad omaggiare in ottobre a Domenica In  con una sua bellissima versione di “Io che amo solo te”. L’11 gennaio Simone Cristicchi è infatti sul palcoscenico della Sala Sinopoli dell’Auditorium di Roma per la serata tributo al grande artista per cantare “Questo è amore”, la “loro” canzone.

Così arriva al Festival Simone Cristicchi, il “caso” Simone Cristicchi, la “rivelazione” Simone Cristicchi, il “tormentone” Simone Cristicchi ( “tormentone sì, ma per caso”, precisa lui ), il pluripremiato Simone Cristicchi. Ci arriva idealmente con quella sua valigetta da commesso viaggiatore, quasi fosse una delle tante tappe della sua lunga tournèe che dalla scorsa estate colleziona successi in tutte le città italiane. Ma che si tratti di folle oceaniche o delle attente platee di piccoli locali, teatri, università, questo cantautore che mette in scena i paradossi della vita, o forse questo bizzarro attore prestato alla canzone, si mette a parlare/cantare  nel suo modo stralunato eppure tremendamente lucido. Lo farà anche sul palcoscenico del Teatro Ariston dove porta “Che bella gente”, una canzone scritta insieme ad una sorta di alter ego femminile (anche nel nome: Simona Cipollone ), nata nel clima del suo spettacolo a metà tra teatro e canzone ( evidente il riferimento ad uno dei suoi grandi maestri, Giorgio Gaber ) “Centro di igiene mentale”.  E così come lo spettacolo è spiazzante, divertente e provocatorio, anche questa canzone lo è con una direzione obbligata: quella di far riflettere. Che bella questa gente che capisce tutto e che ha pistole con proiettili di malignità, questa gente che ti fa un mucchio di domande per usarle poi contro di te, questa gente che aspetta soltanto un tuo passo falso, Ma chi è questa “bella gente” ? I “normali”, naturalmente, tutti noi. Allora meglio “i matti che dicono quello che pensano e non accettano ricatti e compromessi e non si confondono con gli altri/ nel bene e nel male rimangono se stessi”. Puro Cristicchi style.

In estate riprende il tour “Fabbricante di Canzoni” legato allíalbum di esordio che a fine anno porta al suo autore l’ennesimo riconoscimento da aggiungere al suo medagliere: la prestigiosa Targa Tenco 2006 per il miglior album di debutto votata in modo quasi plebiscitario dalla numerosa giuria di giornalisti.

Archiviata, ma solo per il momento, la prima esperienza sanremese, Simone Cristicchi continua per i primi mesi del 2006  il suo tour teatrale che, data dopo data, fa diventare sempre più conosciuti i protagonisti dei monologhi e delle canzoni del suo spettacolo dal forte impatto civile e sociale. Persone incontrate realmente nel corso di diverse esperienze di volontariato, altrettante voci del disagio mentale e della vita manicomiale, portatori “sani” di una sensibilità esasperata, talvolta disperata, quanto tenerissima. Queste le parole di Cristicchi: “Centro di Igiene Mentale” è per me una vera “Nave dei Folli” alla deriva, in continuo mutamento, e me la vedo viaggiare fortunatamente senza destinazione alcuna. Persone, non pazienti, che sono anche al centro di un documentario sugli ex manicomi ideato sempre da Simone, ma soprattutto  del successo editoriale “Centro di Igiene Mentale”  che Mondadori  pubblica a febbraio 2007: un esordio narrativo brillante basato su testimonianze “dirette”, su poesie e lettere mai spedite (spesso censurate), su documenti preziosi, alcuni dei quali risalenti ai primi del 1900, che ancora oggi mantengono una straordinaria umanità e attualità. Il libro viene ristampato in versione “Oscar Mondadori” e arriva a vendere 80.000 copie.

Alla 57° edizione del Festival di Sanremo presenta “Ti regalerò una rosa”. Una canzone non canzone in forma di lettera lacerante e commovente, microstoria di quel micro universo della follia che tanto lo appassiona. Vince il Festival e riceve anche il premio della Critica e il premio Radio Tv. L’album si aggiudica il disco d’oro con un tour 2007 che conta più 100 eventi live.

Nel 2008 si avvicina al mondo della musica popolare grazie all’incontro con Ambrogio Sparagna: nasce così il tour “Canti di vino, amore ed anarchia” che vede la stimolante collaborazione con il Coro dei Minatori di Santa Fiora.

Il Tour del 2009 tocca 40 città e importanti teatri (Arcimboldi di Milano, Auditorium di Roma, Concertone della Notte della Taranta, Premio Ciampi), e vanta prestigiosi ospiti che salgono sul palco: Andrea Camilleri, Laura Morante, Alessandro Benvenuti, Ginevra Di Marco, Erri De Luca.

Nel 2010 ancora il 60° Festival di Sanremo 2010 lo vede tra i protagonisti con il brano “Meno Male” estratto dal suo terzo album “Grand Hotel Cristicchi”. Il gossip a tutti i costi ed il divertissement senza acume distoglie dai problemi reali politici e sociali di un paese e Carla Bruni non è che il piatto forte del gossip italiano ed europeo del 2010, con la sua relazione con il presidente della repubblica francese Sarkozy.

Il tour del 2010, si sviluppa, come d’abitudine di Cristicchi, in molteplici forme: dal Grand Hotel Cristicchi Live Rock al Grand Hotel Cristicchi con gli Gnu Quartet in formazione terzetto d’archi e flauto traverso, fino alle repliche del Cim – Centro di Igiene Mentale agli eventi in combine con Il Coro dei Minatori di Santa Fiora e tanto per non farsi mancar nulla, ecco che da metà 2010 prende vita una nuova avventura di Cristicchi: “Li Romani in Russia”, non prima di vedersi vincitore del Premio Mogol 2010, ex aequo con Edoardo Bennato, come miglior testo per “L’ultimo valzer”.

Il 2010 prende il via il nuovo spettacolo teatrale “Li Romani in Russia”, basato sull’omonimo libro di Elia Marcelli. Si tratta di un monologo dal forte impatto emotivo, che racconta la tragica Campagna di Russia del 1941-43 attraverso la voce di chi l’ha vissuta in  prima persona.

Un teatro “civile” che non dimentica la lezione dei grandi esponenti del teatro di narrazione (Paolini, Celestini, Perrotta), ma si presenta “nuovo”, soprattutto nella forma, utilizzando la metrica dell’Ottava classica (quella delle grandi opere dell’epica) e il dialetto romanesco, a rendere  il racconto ancora più schietto e veritiero.

Lo spettacolo che ha debuttato nel Novembre 2010 per la regia di Alessandro Benvenuti, non manca di sorprendere nuovamente per la grande capacità di Cristicchi di calarsi con grande sensibilità e presenza scenica in un monologo di un’ora e venti con il solo Cristicchi a tenere inchiodato il pubblico, riportandolo a uno dei momenti più tragico-grotteschi della storia italiana.

Il 31 ottobre 2010 debutta ufficialmente, al teatro “Na Strastnom” di Mosca, il suo secondo spettacolo teatrale Li Romani In Russia per la regia di Alessandro Benvenuti, nell’ambito della rassegna internazionale SOLO, dedicata ai monologhi.

Il brano “Genova Brucia”, ispirato ai violenti fatti accaduti nella città ligure durante il G8 del 2001, vince il Premio Amnesty Italia 2011 indetto dalla sezione italiana di Amnesty International e da Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty.

Nel luglio 2011 Cristicchi conduce, insieme a Nino Frassica, il varietà radiofonico “Meno male che c’è Radio2”.

Nel settembre 2011 realizza la sua prima colonna sonora per il film “Cose dell’altro mondo” di Francesco Patierno, poi pubblicata in un album che contiene anche il brano dal titolo omonimo, riscrittura del vecchio inedito Appropinquante fine mundi. Il film di Patierno “Cose dell’altro mondo”, virne presentato al Festival di Venezia, con Diego Abatantuono e Valerio Mastandrea tra gli altri.

Nel dicembre 2011 interpreta la sigla di “Di pianeta in pianeta” dell’edizione italiana del cartone animato “Il piccolo principe” trasmesso da Rai 2.

Sempre nel 2011 la pubblicazione di due libri: “Dialoghi incivili” scritto con Massimo Bocchia ed un’edizione speciale cofanetto di “Santa Fiora Social Club” che raccoglie, in libro e dvd, la splendida avventura di Cristicchi ed il Coro dei Minatori di Santa Fiora, con il racconto di tutto il cammino che portò Cristicchi ed il Coro dalle terre dell’Amiata fino ad esibirsi nelle più grandi piazze italiane e a condividere il palco del Festival di Sanremo.

Nel 2012 incide con Franco Califano e il coro dei ragazzi del carcere minorile di Nisida la canzone “Sto a cercà lavoro”, pubblicata su CD singolo, il cui ricavato viene versato in beneficenza.

Nel 2013 partecipa al Festival di Sanremo presentando i brani “La prima volta (che sono morto)” e “Mi manchi”, che anticipano l’uscita del disco “Album di famiglia”.

Nell’ottobre dello stesso anno porta in scena al Politeama Rossetti di Trieste il musical “Magazzino 18”, scritto in collaborazione con il giornalista Jas Bernas e diretto da Antonio Calenda, sul dramma delle foibe e sull’esodo giuliano-dalmata. Una delle repliche, a Scandicci, è stata oggetto di contestazione da parte dell’estrema sinistra. Il musical viene mandato in onda su Rai 1 il 10 febbraio 2014 in occasione del Giorno del ricordo. In relazione a questo spettacolo gli sarà conferita la cittadinanza onoraria di Trieste il 19 febbraio 2016.

Nel gennaio 2015 annuncia che scriverà la colonna sonora del film “Rosso Istria”, del regista Antonello Belluco. Pochi mesi prima, in occasione della distribuzione del precedente film di Belluco, “Il segreto di Italia sull’eccidio di Codevigo”, Cristicchi aveva difeso Belluco ed il suo film, paragonando la campagna contro il film a quella contro “Magazzino 18”.

Nell’agosto 2015 in occasione di uno spettacolo sul Monte Amiata, sponsorizzato da Enel Green Power viene contestato dai comitati ambientalisti locali che si oppongono allo sfruttamento locale dell’energia geotermica.

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A Novembre 2017 Simone Cristicchi viene nominato Direttore Artistico del Teatro Stabile d’Abruzzo – TSA “Sono onorato di ricevere un incarico così importante e prestigioso, che mi lusinga e riempie di entusiasmo”. La nomina giunge dal Consiglio di amministrazione dell’ente su proposta del vice presidente, Rita Centofanti, rappresentante del Comune capoluogo, d’intesa con la presidente Nathalie Dompé. Il nome è stato scelto a seguito di una procedura esplorativa che ha previsto un avviso pubblico per manifestazione di interesse al quale hanno risposto 72 candidati.

Così Simone Cristicchi all’Ansa sulla sua nomina a nuovo direttore del Tsa. “Sono orgoglioso di portare la mia esperienza teatrale e le idee migliori, affinché il Teatro possa essere il luogo deputato a ritrovarsi come comunità: la casa di tutti, dove porsi domande, emozionarsi, tornare a stupirsi, e innamorarsi di questa grande magia del palcoscenico”, dice l’artista.”Dedicherò molto spazio anche agli ‘spettatori di domani’. I bambini, a cui tengo moltissimo, essendo padre – promette – Voglio dare alla città un cartellone di altissima qualità, contando anche su tanti grandi artisti con cui ho lavorato”. “Fiducioso che i cittadini saranno al mio fianco in questa nuova avventura, ringrazio chi ha scelto il mio nome tra tanti: è un regalo bellissimo e inaspettato – conclude Cristicchi – del quale spero di essere degno”.

Il 9 febbraio 2018 Cristicchi partecipa alla quarta serata del 68º Festival di Sanremo in qualità di ospite per il duetto con Fabrizio Moro ed Ermal Meta del brano “Non mi avete fatto niente” che vincerà il Festival la sera successiva.

A dicembre 2018 durante Sanremo Giovani 2018, Fabio Rovazzi e Pippo Baudo hanno annunciato la sua presenza tra i concorrenti big del Festival di Sanremo 2019 con il brano “Abbi cura di me”.

A febbraio 2019 Simone Cristicchi partecipa al 69° Festival di Sanremo con il brano “Abbi cura di Me”, scritto dall’artista con Nicola Brunialti e Gabriele Ortenzi con la produzione artistica di Francesco Musacco ed esecutiva di Francesco Migliacci. «Nei versi della canzone, ricorre il tema millenario dell’accettazione, della fiducia, dell’abbandonarsi all’altro da sé, che sia esso un compagno, un padre, una madre, un figlio o Dio – racconta Simone Cristicchi – Nelle mie intenzioni, questo brano vuole essere una preghiera d’Amore universale, una dichiarazione di fragilità, una disarmante richiesta d’aiuto». Il brano anticipa l’uscita della raccolta “Abbi Cura Di me” l’8 febbraio 2019, che racchiudere le canzoni più celebri del cantautore romano, e contiene anche i due inediti “Abbi cura di me” e “Lo chiederemo agli alberi”. Al 69° Festival di Sanremo Simone Cristicchi è stato diretto dal Maestro Roberto Rossi, classificandosi al quinto posto della classifica generale, ma vincendo il premio Sergio Endrigo alla miglior interpretazione e il premio Giancarlo Bigazzi per la miglior composizione musicale.

Nella serata dei duetti del 69° Festival Di Sanremo, Simone Cristicchi invita Ermal Meta ad interpretare con lui “Abbi Cura Di Me”. Le fan-base dei due artisti per l’occasione generano l’hashtag #abbicuradiMetaCristicchi che ottiene uno dei posizionamenti pià alti del giorno e la targa digitale Tim come hashtag più citato della serata.

A partire dalla prima volta che Simone lo ha cantato, nel giorno del suo compleanno, il 5 febbraio 2019, brano “Abbi Cura Di Me” verrà ‘adottato’ da moltissime persone. Arriva addirittura nelle scuole dove le insegnanti lo utilizzano come testo da cantare, disegnare e soprattutto per far riflettere. Il cantautore inizia a ricevere centinaia di messaggi di affetto e ringraziamento da parte del pubblico. Un fiume in piena di sentimenti ed affetto che non sembra fermarsi più.

L’8 febbraio 2019 esce la raccolta “Abbi Cura Di Me” (edito Sony Music) progetto discografico di Simone Cristicchi che oltre ai successi presentati negli anni al Festival di Sanremo, ripercorre tutta la sua straordinaria carriera partendo dai giorni nostri fino ad arrivare agli esordi nel 2005 con il tormentone “Vorrei cantare come Biagio”. Un viaggio alla scoperta e alla riscoperta del mondo versatile e dalle mille sfaccettature di questo eclettico artista, che ha fatto della sottile ironia unita alla riflessione profonda la sua cifra stilistica.
Questa la tracklist di “ABBI CURA DI ME”: “Abbi cura di me”, “Lo chiederemo agli alberi”, “Ti regalerò una rosa”, “Studentessa universitaria”, “L’ultimo valzer”, “La vita all’incontrario”, “La prima volta (che sono morto)”, “Meno male”, “Vorrei cantare come Biagio”, “La cosa più bella del mondo”, “Laura”, “Magazzino 18”, “Angelo custode”, “L’Italia di Piero”, “Fabbricante di canzoni”, “I matti de Roma”, “Genova brucia”, “Che bella gente”, “Cellulare e carta sim”, “Mi manchi”, “Insegnami”.

Nei mesi successivi Cristicchi per “Abbi cura di me” riceverà i premi: XXXXXXXXX ^^ ELENCO PREMI.

Il 2019 è un anno pieno di attività, dalla musica al teatro alla scrittura e tanto altro ancora, ma tutte legate a ciò che, di fatto, diventa un vero e proprio concept, un filo che lega ogni nuova idea di Cristicchi, ovvero “Abbi Cura Di me”.

A Teatro Simone porta in scena un nuovo spettacolo “Manuale Di Volo Per Uomo” (produzione TSA Teatro Stabile d’Abruzzo / CTB Centro Teatrale Bresciano), scritto da Simone Cristicchi e Gabriele Ortenzi, con la collaborazione di Nicola Brunialti, per la regia di Antonio Calenda. Lo spettacolo, con il quale Cristicchi continua a stupire il pubblico teatrale è una nuova invenzione drammaturgica, ambientata nel mondo attuale. Nella tournée invernale segna il Sold-Out quasi ovunque.

Una favola metropolitana ricca di emozioni, musica e poesia. Nello spettacolo “Manuale di Volo per Uomo”, Cristicchi interpreta un quarantenne rimasto bambino, con un problema preoccupante: qualunque cosa guardino i suoi occhi – dal fiore di tarassaco cresciuto sull’asfalto, ai grandi palazzi di periferia – tutto è stupefacente, affascinante, meraviglioso! Per molti è un “ritardato” da compatire, per alcuni un genio. Sicuramente è un tipo strano, che ama dipingere un mondo tutto suo, contare le lettere che formano le parole delle frasi, camminare lentissimo seguendo una sua indecifrabile traiettoria. In realtà, Raffaello è un “Super-Sensibile”, e in quanto eroe possiede dei poteri speciali: la sua mente fotografica è dotata di una lente di ingrandimento che mette a fuoco i particolari, i dettagli che sfuggono agli altri esseri umani; cose minuscole e apparentemente insignificanti che nascondono però un’infinita bellezza, forse perché “niente è più grande delle piccole cose!”.

Nel racconto poetico e surreale del suo microcosmo, Raffaello descrive vicende minime ed universali del suo affollato quartiere, la grande città che fa paura, il paradiso della Ferramenta dove tutto è catalogato alla perfezione; e poi meccanici romantici, emarginati invisibili, terribili guardiani di garage. Forse “volare” significa non sentirsi soli, avere il coraggio di buttarsi nella vita, mantenendo intatto il bambino dentro di noi. E soprattutto non lasciarsi sfuggire la bellezza che ci circonda.
“Manuale di volo per uomo”: una mappa geografica dell’anima, che lo aiuterà a trovare il suo posto nel mondo.

Nell’estate 2019 Abbi Cura Di Me diventa un Tour musicale. Con #AbbiCuraDiMeTOUR dal 1 MAGGIO 2019 in tutta Italia, il “Cantattore” Simone Cristicchi – dopo 8 anni di successi teatrali, con centinaia di migliaia di spettatori e sold out ripetuti – torna sui palchi musicali con un concerto speciale, in occasione della pubblicazione dell’album-raccolta dei suoi più noti e amati brani.

Cristicchi è un artista profondo e imprevedibile: musicista, attore e autore teatrale, scrittore, oltre che Direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo. Tutte le sue sfaccettature prendono forma in un concerto esclusivo, alchimia di parole, immagini, canzoni e racconti.

Nel 2019 Simone Cristicchi realizza un documentario per la regia di Andrea Cocchi, presentato in occasione del Festival di Sanremo, dal titolo “Happy Next – alla ricerca della felicità”, in cui il cantautore attraverso i racconti di diversi personaggi dello spettacolo e della cultura italiani, ma anche di gente comune, cerca di rispondere in maniera personale e originale alla domanda che tutti si sono chiesti almeno una volta nella vita: che cosa è veramente la felicità?

“Happy Next” è anche uno spettacolo teatrale che debutta nell’autunno del 2019. Tra canzoni, racconti e videoproiezioni, presentandosi al pubblico come un cartografo dopo un lungo viaggio, Simone apre la sua valigia di “ricercautore” e cerca di rispondere a domande importanti e vitali.

La ricerca della felicità è un tema millenario e fondamentale per ogni essere umano, un percorso capace di aprire nuovi orizzonti: dal fascino delle grandi idee, fino alla meraviglia delle piccole cose.
Simone Cristicchi presenta il suo nuovo progetto teatrale, spettacolo che si disvela tra canzoni, racconti e videoproiezioni tratte dall’omonimo documentario, presentandosi al pubblico come un cartografo dopo un lungo viaggio, aprendo la sua valigia di “ricercautore”, cercando di rispondere a domande importanti e vitali.

Che cos’è la felicità?
Cosa ci impedisce di essere felici?
Esiste una ricetta per vivere in armonia?

“Non sono riuscito a trovare UNA definizione felicità. Forse perché ne esistono 7 miliardi di tipi diversi. – racconta Simone Cristicchi. Perché ognuno di noi è unico, irripetibile, un piccolo capolavoro.
E se ogni mattina aprissimo gli occhi con questo pensiero, ci sentiremmo più leggeri e vivi, creatori di una felicità che nasce dal prenderci cura gli uni degli altri. Perché “la mia felicità è anche la tua felicità”, Perché la felicità di uno, è la felicità del mondo intero.”

ABBI CURA DI ME diventa un libro, pubblicato il 25 Ottobre 2019 dalla San Paolo Editore, scritto dal giornalista e scrittore Massimo Orlandi e da Simone Cristicchi. Massimo Orlandi, nato a Pratovecchio, Arezzo, nel 1965, ha dedicato molti suoi lavori al racconto biografico del cammino di crescita umana e ricerca spirituale di testimoni speciali. Dal 1991 cura tutta l’attività editoriale della Fraternità di Romena. Tra i suoi libri Giovanni Vannucci custode della luce, Invisibile agli occhi (con Wolfgang Fasser); Il morso del più – Incontri con Luigi Ciotti e Gianmaria Testa – La musica dei nostri silenzi (tutti per le Edizioni Romena); La terra è la mia preghiera. Vita di Gino Girolomoni, padre del biologico (Emi).

Raramente un protagonista delle scene e chi ne narra la vicenda trovano un’intesa creativa e profonda come è capitato nella stesura di questo libro a Simone Cristicchi e a Massimo Orlandi: quest’ultimo ha raccolto confidenze, interpretato suggestioni e riportato dialoghi, rielaborando e riproponendo a sua volta, con personalissima creatività, la ricchezza di un percorso già originale. Personaggio che avrebbe potuto adagiarsi su una carriera che la sua genialità artistica gli permetteva in vari ambiti (dal disegno, alla musica, al teatro), il vincitore del Festival di Sanremo 2009 si è rimesso invece continuamente in gioco, sia nella vita che sul palco: spesso a fianco degli ultimi (siano essi i “matti” presso i quali ha anche prestato servizio, siano i minatori che riunisce in un coro costruendo una performance che gira l’Italia con un successo inatteso, siano i profeti incompresi come David Lazzaretti), Cristicchi rimane un uomo inquieto, in ricerca. Il suo approdo presso la Fraternità di Romena e altre realtà spirituali lo fa riflettere anche sulla questione più intima, e riannoda il suo percorso spirituale di cui la canzone presentata a Sanremo 2019 (che dà il titolo a questo libro) offre una sintesi formidabile. Questo libro racconta, emoziona, dibatte, provoca, e invita i lettori e i fan dell’autore di “Ti regalerò una rosa” a non dare nulla per scontato e a continuare a camminare: poiché «la vita è fragile» e siamo «in equilibrio sulla parola “insieme”». Un cammino umano e spirituale alla ricerca dell’essenziale da condividere nel terribile e meraviglioso quotidiano della vita.